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Silvia

Silvia

Vuoi fare canoa col tuo bimbo? Ecco la checklist di sicurezza.

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Lo sport è importante sia per gli adulti che per i più piccoli, tuttavia quando si pensa ad un’attività sportiva da proporre ai nostri figli ci vengono in mente i “classici per bambini”: calcio, nuoto, danza, karate, etc.

Nella scelta dello sport da praticare occorre valutare la predisposizione di ogni singolo bambino, in questo modo la gamma degli sport da far fare ai nostri figli aumenta notevolmente includendo una serie di attività che mai ci sarebbero venute in mente.

Per i bambini che amano stare all’aria aperta e prediligono gli esercizi a contatto con la natura e con l’acqua, potrebbe essere congeniale optare per un corso di canoa. Si tratta di un tipo di sport a cui difficilmente si cerca di indirizzare il proprio figlio per tutta una serie di ragioni che spesso sono riconducibili all’ansia, tipica del genitore, legata alla possibilità che il proprio figlio possa infortunarsi seriamente praticando attività fuori dall’usuale.

La prima volta che mi è capitato di parlare, con un’altra mamma, di un corso di canoa per bambini ho pensato che mai e poi mai avrei accettato che uno dei miei figli praticasse questo sport. Ai miei occhi, l’idea di mandare una creatura così piccola sull’acqua a remare appariva come un’attività off limits, da evitare come la peste.

Troppo pericoloso. 

Nella mia testa – mentre il mio interlocutore continuava a parlare con entusiasmo di quella che per me era un’autentica pazzia – continuavano a venirmi in mente i peggiori infortuni e tutte le difficoltà che caratterizzano questo tipo di sport.

Ammetto che di canoa ne sapevo poco o nulla, ma ero convintissima di avere informazioni a sufficienza per affermare con assoluta fermezza che non è uno sport adatto ai bambini o almeno ai miei bambini.

Al termine della conversazione con la mamma “pazza” – che manda la figlia a fare canoa a soli 10 anni – ho liquidato la faccenda ripetendo tra me e me: “ognuno fa ciò che vuole con i suoi figli, ma io non manderò mai i miei bambini in canoa”.

Alcune canoe per bimbi

Qualche settimana più tardi – ormai avevo completamente rimosso la conversazione sul corso di canoa – incontro per caso una mia vicina di casa con il figlio di 9 anni e noto subito il gesso che avvolge l’avambraccio destro del piccolo. Allarmata, le domando cosa fosse successo e così mi racconta che il fine settimana precedente, in occasione di una partita del campionato a cui è iscritta la scuola calcio del figlio, il piccolo è accidentalmente caduto sul suo stesso gomito procurandosi una frattura scomposta, che aveva richiesto un intervento chirurgico piuttosto impegnativo.

Questo evento mi ha fatto riflettere sulla mia percezione degli sport e di quanto fossi convinta che le attività sportive inusuali fossero necessariamente più pericolose di quelle “classiche”, cioè quelle più perticate da un bambino.

Il calcio è certamente uno degli sport più apprezzati dai maschietti e non solo. Il fatto di essere un’attività agonistica diffusa, abbassa notevolmente la percezione mia e della maggior parte dei genitori, sui pericoli che nasconde.

Tutti gli sport nascondo pericoli. Anche la canoa. Ma meno di altri...

A quel punto mi sono tornati alla mente tutti i racconti che la mamma “pazza” (quella che manda il figlio in canoa) mi aveva fatto sul corso di canottaggio e così ho avuto l’illuminazione: tutti gli sport nascondono pericoli e anche scendendo le scale di casa i miei bambini potrebbero infortunarsi, non voglio che le mie paure mi trasformino in una mamma ansiosa che pone limiti ai propri figli.

Ironia della sorte, un annetto dopo la mia epifania il mio secondogenito di 9 anni e mezzo comincia a parlare di canoa e di quanto gli piacesse fare questo sport. Ho subito pensato: ecco, è arrivato il momento di mettere alla prova la mia ansia e vedere se l’avrà vinta o se sarò io a riuscire a riporla in un angolo e a non ascoltarla.

Così ho cominciato a fare ricerche che mi aiutassero a comprendere meglio questo sport che ai miei occhi appariva come uno dei più pericolosi.

Poi ho cercato un corso nelle vicinanze di casa nostra e per fortuna la ricerca mi ha condotto da Antonio, un istruttore che mi ha aperto gli occhi su questo sport che, a distanza di un anno e mezzo, è stato capace di ritagliarsi un posto speciale nel mio cuore.

Così oggi ho deciso di essere il mentore di tutti quei genitori ansiosi che stanno raccogliendo informazioni su questo sport, con lo scopo di mettere a tacere la tensione che accompagna la mancanza di conoscenza.

Prima di mostrarti la checklist, permettimi di fare un breve vademecum che mi permetta di raccontarti quali sono le abilità che un bambino acquisisce praticando la canoa:

  • rispetto per la natura, migliorando la connessione con l’elemento principale del canottaggio cioè l’acqua;
  • favorisce lo sviluppo dei muscoli della parte superiore del corpo, in particolar modo di spalle, braccia, e addominali;
  • permette di allenare il senso dell’equilibrio sia fisico che mentale, imparando a mantenere la calma e la lucidità in ogni circostanza;
  • educa al rapporto di squadra, imparando a rispettare il prossimo e ad aiutarlo quando è in difficoltà.

Per poter prendere parte ad un corso di canoa per bambini occorre che l’aspirante vogatore sia già in possesso di alcune “skills“, tipo saper nuotare; fermo restando che prima di entrare su una canoa al bambino verrà sempre fatto indossare il giubbotto di salvataggio.

Ogni corso di canoa è caratterizzato da due fasi: uno teorico e uno pratico.

In occasione della lezione teorica ai bambini vengono insegnate le regole principali di navigazione e solo successivamente sarà possibile passare alla parte pratica (senza dubbio la più divertente) anche questa divisibile in due fasi che prevedono l’acquisizione di abilità prima sulla terra ferma e poi in acqua.

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Nelle lezioni pratiche che non si svolgono in acqua, ai piccoli aspiranti vogatori viene spiegato qual è il modo corretto di salire e scendere dalla canoa, per evitare scene da “Paperissima” e soprattutto per scongiurare il pericolo di capovolgimento. Inoltre, nella fase “all’asciutto” i bambini imparano a prendere il largo, a manovrare l’imbarcazione, a prendere le onde e a gestire tutti i possibili imprevisti (caduta in acqua e capovolgimento).

Durante la fase iniziale ogni bambino impara da solo a remare e ad usare la canoa, solo quando la tecnica sarà acquisita per bene i piccoli vogatori imparano a lavorare insieme.

Lo spirito del canottaggio è improntato sul lavoro di squadra, per questo motivo i bambini vengono incentivati ad aiutarsi l’un l’altro e ad aiutare i compagni che restano indietro.

Sul sito della Lega Italiana è possibile prendere visione dei corsi che si svolgono in diverse città marittime, in modo tale da scegliere quello più vicino a casa tua.

La checklist di sicurezza per i corsi di canoa per bambini

Gli sport acquatici nascondo numerose l’insidia più temuta dai genitori: il rischio di annegamento. Per prevenire questo evento è possibile seguire delle semplici ma importanti regole, così come riportato sul sito Safekids.com:

  1. Tenere sempre d’occhio i bambini quando sono in acqua e non lasciarli mai da soli. I bambini più piccoli devono disporre di braccioli o giubbotti che gli permettano di rimanere a galla e non devono nuotare sempre affiancati da un partner.
  2. Avere un bagnino che tenga d’occhio i bambini. Quando ci sono molti adulti è possibile organizzare dei turni di massimo 15 minuti durante i quali l’osservatore deve supervisionare i bambini.
  3. Insegnare ai bambini a nuotare. Tutti possono imparare a nuotare, ognuno con i suoi tempi.
  4. Insegnare ai bambini le tecniche di sopravvivenza in acqua. Tutti i bambini devono essere in grado di fare queste cinque cose:
    • andare sott’acqua e tornare a galla;
    • muoversi in acqua senza perdere l’orientamento;
    • saper galleggiare;
    • saper combinare il respiro con i movimenti in avanti nell’acqua;
    • saper uscire dall’acqua
  5. Insegnare ai bambini che nuotare dove l’acqua è profonda è diverso rispetto a nuotare vicino alla riva.
  6. Nuotare all’interno dell’aree delimitate e deputate a quest’attività, in modo tale che il bagnino possa tenere tutti sotto controllo e intervenire facilmente in caso di necessità.
  7. Indossare i giubbotti di salvataggio quando si praticano le attività sportive in acqua.
  8. Imparare come comportarsi nel caso in cui si verifichi un’emergenza che richieda un intervento di salvataggio, in modo tale da non mettere a rischio la propria vita o quella degli altri.

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