Come e quando togliere il pannolino al bambino?
Silvia

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Come e quando togliere il pannolino al bambino?

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Ti stai chiedendo se è arrivato il momento di togliere definitivamente il pannolino al tuo bambino, ma non sai come fare? C’è un istante della vita del piccolo che lo porta a familiarizzare con il vasino, ma non credere che il processo sia automatico e “indolore”. Ciascun bambino ha la sua propensione al passaggio pannolino/vasino, ma grande responsabilità è in carico ai genitori, soprattutto alle mamme. Questa fase è per lui un’importante transizione psicologica poiché lo allontana da alcune certezze (il pannolino) per condurlo a nuove consapevolezze. Per tranquillizzarti, come mamma, diciamo subito che non esiste una regola fissa, un’età o un momento in cui diventa “obbligatorio” il passaggio, anche se mediamente è pensabile tra i 18 e i 30 mesi. Solitamente appare più immediato nelle femminucce e un po’ più complicato nei maschietti, ma dipende dai casi, ma considera che periodi prolungati possono creare disagi psicologici al piccolo durante i suoi primi anni di crescita. Ci sono bambini che ancora a 5 anni portano il pannolino perché si sentono più sicuri, ma quando lo toglieranno che impatto avranno? Devi essere brava a individuare il periodo più consono.

Ecco alcuni preziosi consigli su come togliere il pannolino in maniera definitiva e qualche indicazione per vivere al meglio la fase di passaggio.

Come individuare il momento per togliere il pannolino

Non puoi decidere autonomamente di togliere il pannolino a tuo figlio, ma devi prepararlo al momento procedendo per gradi.

L’obiettivo è quello di arrivare al cosiddetto spannolinamento, ma molto influisce l’intero percorso che conduce a tale istante. In questa fase è importante stabilire con tuo figlio un rapporto più diretto, più intimo, per poter meglio cogliere il periodo più consono, all’interno di un iter progressivo che dovrebbe appartenere ad un processo educativo più allargato. Agire di fretta e con una strategia improvvisata difficilmente porta ad un risultato positivo.

Capire se il bambino è pronto è il primo passo: presta attenzione al suo linguaggio e al suo modo di comunicare e ripeti il nome del bisogno che avrà espletato nel pannolino in modo che possa anche lui capire la differenza tra “pipi” e “cacca”.

Preparati per tempo e organizzati: compra uno o due vasini e ponili bene in evidenza in bagno in modo che il bimbo possa vederli e interessarsi alla novità. Acquista anche dei pannolini a mutandina, utili per gestire il passaggio tra il tradizionale pannolino e il vasino. Sono pratici e comodi.
Primavera e estate sono le stagioni migliori per togliere definitivamente il pannolino e i motivi sono facilmente intuibili: i bambini sono vestiti di meno (in caso che qualche tentativo andasse male, laverai meno vestiti), la sensazione di “fresco” che genera il contatto con il vasino può essere piacevole, le pulizie di rito sono più immediate.

L'importanza dei genitori nella fase spannolinamento

Per il piccolo la fase dello spannolinamento è critica ed è preferibile che almeno un genitore sia presente in casa più o meno costantemente in modo che il bambino abbia una figura di riferimento.

Una prima regola da seguire per stabilire il momento migliore al fine di procedere al passaggio pannolino/vasino riguarda un’analisi del tuo tempo: decidi anche in base alla tua disponibilità. Gestire la transazione quando sei via da casa dal mattino alla sera risulta complicato e non è certo la scelta più indicata.

I genitori devono incoraggiare il piccolo, specialmente tu, che sei la mamma. Le maniere forti non funzionano e possono generare un effetto contrario. Se il bambino inizia ad avvisare del bisogno impellente è necessario accompagnarlo sul vasino e successivamente premiarlo, ma se non dovesse avvertire per tempo è inutile punirlo e fargli pesare la situazione.

Vivete il momento con un sorriso per trasmettere al piccolo la maggiore tranquillità e serenità possibile. Da genitori dovete fare capire a vostro figlio ciò che state facendo con lui: “bravo, hai fatto pipì”, “ora ci puliamo“, “adesso ci laviamo“.

Solo così potrà entrare in maggiore sintonia con il suo corpo e con i suoi stimoli, comprendendo il rito abitudinario. Il piccolo necessita di una “routine“.

Prepara l'ambiente

Tuo figlio deve capire in anticipo che il luogo per espletare i propri bisogni sarà il bagno e per questo deve essere in grado di collegare mentalmente che il vasino si trova proprio in quel locale.
Andare in bagno dovrà essere per lui un piacere e non un supplizio. Prepara un ambiente confortevole, divertente, colorato, gioioso, in modo che il piccolo si trovi a proprio agio e sia incentivato ad andarci.
Puoi creare un angolo vicino al vasino con dei libri colorati, dei giochini divertenti da tenere in mano e non vergognarti di restare con lui. Ciò che dovrai organizzare è un bagno che sia alla sua portata.

Adorable young child sitting and learning how to use the toilet

Ecco dei vasini colorati e divertenti che potrebbero aiutarti:

Gestire la transazione

Iniziare a “far conoscere” il vasino al piccolo non significa immediatamente togliere il pannolino.

In base ai momenti della giornata è possibile alternare entrambe le possibilità per fare acquisire una consapevolezza maggiore al bambino senza privarlo improvvisamente delle sue certezze.

I pannolini a mutandina ci sono proprio per questo e sono ottimali durante il processo transitorio tra le due fasi.
Durante questo periodo cerca di comprendere anche il linguaggio del corpo del piccolo in modo tale che si possano cogliere eventuali stimoli fisiologici: un particolare momento della giornata, un tipo di pianto, un irrigidimento muscolare, una determinata risposta.

Se chiedi a tuo figlio se ha fame e ti risponde negativamente o affermativamente, significa che è nella fase in cui inizia ad avvertire stimoli e sensazioni e allo stesso modo, così come tali segnali gli giungono dallo stomaco, potranno giungere anche dall’intestino o dalla vescica.

Lui manda inevitabilmente degli input, basta solo saperli interpretare: ecco perché è fondamentale la presenza di almeno un genitore durante il periodo.

La mutandina allenatrice è la soluzione perfetta per accompagnare il tuo bimbo nel passaggio dal pannolino alla mutandine:

Il momento chiave

Arriverà un momento in cui il bambino inizierà a comunicare in modo più preciso con i suoi genitori, indicando magari il pannolino quando avvertirà disagio o quando si sentirà sporco.

Ci sono bambini che indicano direttamente il water perché vogliono emulare i genitori. In quello stesso periodo noterai molto probabilmente una maggiore regolarità nel suo ciclo di scariche e di minzioni.

Facendo leva su ciò che osserverai potrai iniziare a togliere il pannolino e accompagnarlo in bagno in corrispondenza del tempo trascorso.

Se ad esempio noti che negli ultimi giorni fa pipì più o meno ogni 3 ore, all’approssimarsi del tempo limite chiedi se scappa la “pipì” o la “cacca” e ascolta la risposta. Proponi la stessa domanda magari ancora una volta a distanza di qualche secondo ma non essere troppo insistente, dimostrando che ti fidi della sua risposta.

C’è poi un secondo filone di pensiero che sostiene come alla domanda fatidica il piccolo risponda il più delle volte in modo negativo, anche se la realtà è ben diversa. Per ovviare al problema, dovrai essere tu che con tono deciso, ma invitante, ti rivolgi al lui serenamente dicendogli: “Andiamo a fare pipì” (mostra un sorrisone e parla con intercalare gioioso). Nel caso portalo con te in bagno e ponilo sul vasino, ma senza abbandonarlo. Rimani con lui, parla, gioca, coinvolgilo.
Quale delle due strade seguire? Dipende dal bambino e dai segnali che manda.

Alcuni preziosi consigli

1. Non dimenticare che togliere il pannolino è per il bambino un grande cambiamento e come tale va gestito da solo e non in concomitanza con altri eventi eccezionali. Se cambi casa, evita di far coincidere i due momenti, così come se tuo figlio dovesse iniziare l’asilo. Il cambio pannolino – vasino richiede attenzione, pazienza, tranquillità e tempo;


2. Non creare false attese e non concentrare l’attenzione dell’intero nucleo famigliare sul bambino durante la fase di passaggio, ma aiutalo trasmettendogli la cosa come se fosse la più normale del mondo. Avere gli occhi puntati addosso in maniera ossessiva non aiuta nè te nè lui;


3. Non ricorrere a punizioni e rimproveri se qualcosa dovesse andare storto. Se incontri difficoltà e non vedi il piccolo troppo collaborativo significa che probabilmente non è ancora il momento di fare il cambio. Fai un passo indietro, sospendi per qualche giorno e riprendi il percorso successivamente;


4. Se il piccolo lo vedi crescere rapidamente (sia in età che nella consapevolezza delle sue azioni), puoi mostrare a lui i vari passaggi per renderlo autonomo in modo che a 4-5 anni sappia essere già pienamente consapevole dei suoi stimoli e del comportamento da tenere in questi casi.

Questi libri possono offrire un aiuto decisivo e divertente, per compiere il grande passo:

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