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Fausto

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Come gestire in sicurezza le coliche dei neonati

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I bambini molto piccoli piangono spesso e il più delle volte lo fanno per motivi ben specifici legati magari alla propria salute o al loro stato d’animo.

Una delle cause principali dei pianti dei neonati sono le coliche. 

Di cosa si tratta?
E’ una cosa di cui bisogna preoccuparsi?

Solitamente non più di tanto, ma giusto che i genitori siano a conoscenza dei comportamenti da tenere in queste situazioni e sappiano riconoscere i segnali di una colica “in corso”.

Che cos'è una colica e quali sono i sintomi

Le coliche nei bambini piccoli rappresentano un disturbo abbastanza comune, direttamente correlato ad un intenso dolore (spesso improvviso) che interessa la zona del ventre. 

Questo fenomeno può comportare una certa inquietudine nel tuo bimbo, associata ad uno stato di agitazione generale, viso arrossato, addome indurito, gambe ripiegate e pianto continuo.

Le coliche, definite di origine gassosa, fanno parte della normalità nei primi mesi di vita e sono situazioni legate a problemi di accumulo di aria e gas nello stomaco e nel ventre, durante il processo di formazione della flora batterica all’interno dell’intestino oppure in seguito all’assunzione di un pasto abbondante e rapido. 

In altri casi possono invece ricondursi alle prime intolleranze alimentari o al fumo passivo.

Le crisi di pianto possono durare pochi minuti oppure potrebbero proseguire per ore. 

Le coliche gassose vengono definite dai pediatri un vero e proprio disturbo infantile, ma non c’è assolutamente nulla di cui preoccuparsi. 

La cosa primaria è che i genitori siano in grado di capire quando avviene la colica, in che parte del giorno (solitamente alla sera) e se i pianti siano continuativi. 

Nei casi più duraturi, una colica può prolungarsi anche fino a tre ore, può interessare più giorni a settimana e soprattutto i primi mesi di vita, nello specifico il primo mese, periodo in cui il piccolo deve ancora abituarsi al regime alimentare.

Come mi accorgo che è una colica?

Per sapere se il tuo piccolo ha un colica o no, devi fare molta attenzione ai sintomi, soprattutto a come piange il bambino. 

Se i pianti dovessero essere prolungati, continui e con una intensità maggiore, con anche un arrossamento improvviso del volto, è molto probabile che il tuo bimbo potrebbe avere una colica. 

Altri comportamenti del bimbo quando ha una colica sono la tendenza a stringere le mani ripetutamente, come se facesse dei piccoli pugni, inarcare la schiena portandosi le ginocchia al petto ed avere delle scariche continue di gas, come se avesse continuamente il pancino pieno d’aria. 

Se non si palesano altri sintomi apparentemente più gravi rispetto a quelli descritti, non è il caso di allarmarsi più del dovuto.

Il tempo, la crescita e un’alimentazione più complessa ed equilibrata farà cessare i pianti prolungati e diminuirà il manifestarsi delle coliche infantili.

 

Ho avuto una bimba che i primi sei mesi di vita ha avuto coliche fortissime: diventava rossissima e intoccabile. Urlava, sbraitava ed il senso di impotenza mi pervadeva. 

Ma poi, te lo prometto, passano. 

Senza preavviso 😄😄😄

Ecco alcune idee per le coliche dei neonati

Quali sono le cause delle coliche?

Quali sono le cause delle coliche?

Ancora oggi non si hanno indicazioni precise sulle cause delle coliche nei neonati. Ci sono diversi punti di vista: un vecchio studio pensava che i pianti continui dei bambini fossero dovuti all’eccesso di aria nello stomaco, causa delle cosiddette coliche.

In realtà oggi si ritiene che ci siano diversi fattori che inducono il bambino a piangere per le coliche. Alcune di queste diverse posizioni medico/scientifiche individuano possibili altre cause:

    • L’utilizzo di “latte vaccino” per nutrire il piccolo, una tipologia di latte che svilupperebbe nel bambino degli anticorpi per il latte bovino. Ci sono ancora degli studi in corso su questo e la teoria non è stata ancora concretizzata da medici e ricercatori.
    • Eccessiva peristalsi nell’intestino, ossia la presenza di continui movimenti nell’apparato intestinale, ritenuta causa dei disturbi o disagi al piccolo (come reflusso gastroesofageo, stitichezza, cefalea).
    • Problemi avuti durante la nascita: secondo questa visione, chi ha avvertito maggiori stress durante il parto, potrebbe essere maggiormente sensibile, quindi piangere più di frequente.
    • Molti medici pensano che ci siano anche dei fattori socio-famigliari che esortino il bimbo a piangere, come ad esempio contrasti tra genitori, tensioni in casa che vengono avvertite dal piccolo. Questa visione ha un fondamento di tipo psicologico-comportamentale, ma nulla a livello medico e biologico.
    • In merito alla comparsa delle coliche ci possono essere anche degli elementi ulteriori di rischio, come per i bambini che nascono da mamme fumatrici in gravidanza. Questo aspetto, però, ha ancora bisogno di approfondimenti. Durante la gravidanza è bene comunque non fumare, per non andare a causare ulteriori problemi respiratori e fisiologici al piccolo e alla madre stessa.

Ricorda inoltre che il tuo bimbo deve sempre respirare bene mentre dorme per evitare SIDS: ne abbiamo parlato qui.

Occorre chiamare il pediatra se il bambino continua a piangere per le coliche?

Occorre chiamare il pediatra se il bambino continua a piangere per le coliche?

Avere un rapporto continuo e trasparente con il proprio medico è fondamentale per avere tutta la situazione sotto controllo. 

Se dei genitori dovessero trovarsi in difficoltà, il proprio pediatra saprà come agire e cosa consigliare per rendere più sereno il periodo in cui il bimbo ha delle coliche. 

Di solito non sono richieste ulteriori visite specialistiche oppure esami complessi e costosi, poiché il disturbo dovrebbe cessare col trascorrere del tempo e con l’abitudine alimentare.

Quali rimedi sono più validi per far cessare le coliche?

Visto che il disturbo ha una origine di tipo biologica e naturale, non sono necessari dei farmaci particolari, anche perché se si vogliono utilizzare dei farmaci bisogna sempre ricorrere al medico o alla prescrizione di uno specialista. 

Sono molto frequenti i fermenti lattici oppure i probiotici per riequilibrare la flora intestinale del piccolo, ma non c’è una prova concreta sull’efficacia dell’integratore.
In questi casi, comunque, è sempre consigliato l’ausilio del pediatra o medico curante.
Sono anche possibili dei rimedi naturali che sono molto utili per far cessare per qualche istante i dolori dovuti alle coliche, alleviando le tensioni muscolari: prendere in braccio il bambino oppure avere un contatto fisico con quest’ultimo è un ottimo modo per far calmare il piccolo. 

Bisogna inoltre provare a mettere il bimbo in diverse posizioni, massaggiando leggermente la pancia o la parte lombare. 

Non è consigliato cambiare continuamente posizione al bambino, per non stressarlo troppo: necessità di essere tranquillizzato e non agitato ulteriormente.

Il bambino, inoltre, ha bisogno di essere stimolato nella digestione: è bene allattare il piccolo in una posizione elevata, per diminuire la quantità d’aria che potrebbe inspirare durante la poppata e digerire meglio in seguito.

In questo periodo e per tutta la precedente gravidanza, alle mamme è consigliato diminuire la caffeina e la teina e non bere alcolici. 

Infine, è buona norma far riposare molto il bambino, poiché le crisi di pianto potrebbero essere indotte con più facilità a causa di una maggiore stanchezza del bimbo. 

Sperimentare queste azioni potrebbe essere un buon modo per capire al meglio il proprio piccolo e soprattutto i suoi bisogni. Mai demordere e avere paura, ma pazienza e comprensione.

Ecco alcuni cuscini per le coliche

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